Colposcopia: cos’è, a cosa serve

Le Donne possono essere colpite da gravi patologie che sono oggetto di costante ricerca per determinare una sempre più precoce diagnosi che si traduce in maggiore possibilità di cura e guarigione. Parliamo di tre patologie in particolare: il tumore al seno, quello alla cervice uterina e i fibromi dell’utero ma oggi focalizziamo l’attenzione sulla cervice uterina e sulla Colposcopia.

Cos’è la Colposcopia

La Colposcopia altro non è che l’osservazione da parte del ginecologo della cervice e di parte della vagina alla ricerca di alterazioni che possono rappresentare patologie di tale parte anatomica.

Nel corso di tale osservazione il medico può utilizzare particolari colorazioni atte a meglio evidenziare le patologie presenti. Si tratta di un comune esame che non comporta alcun dolore o disagio in più rispetto alla comune visita ginecologica e che rappresenta il primo passo per la prevenzione di insorgenza di patologie anche più gravi di semplici infiammazioni che spesso sono presenti.

Nel corso della Colposcopia il medico potrà procedere ad un’ulteriore esame detto Test di Papanicolau o più semplicemente Pap-test ed eventualmente ad una biopsia con prelievo di una piccola porzione di tessuto che sarà poi analizzata dall’anatomopatologo in laboratorio analisi.

Tutto ciò è finalizzato alla cura e risoluzione di eventuali problemi presenti ma soprattutto alla prevenzione dell’insorgenza di tumori, sempre pericolosi.

Cos’è la Cervice uterina  

Spesso le donne ritengono certamente di conoscersi bene ma in molti casi esiste una non conoscenza di nomi e anatomia del proprio corpo stesso. Probabilmente se si rivolgesse a molte donne la semplice domanda “cos’è la cervice”, le risposte sarebbero imprecise o anche con ammissione di non sapere di cosa si parla.

La Cervice uterina è la parte anatomica che rappresenta la connessione tra l’utero e la vagina. in parole più semplici, l’utero si presenta con un incanalamento di alcuni centimetri all’interno della vagina, nella parte più alta di questa.

La cervice è composta da un tessuto muscolare al cui centro si trova un’apertura che consente il deflusso dall’utero del flusso mestruale e agli spermatozoi di entrare nell’utero stesso per procedere alla fecondazione dell’ovulo.

La parte esterna della cervice detta esocervice si presenta all’osservazione non tanto dissimile alla comune pelle del corpo mentre la parte del canale che sfocia nella cavità uterina è detta andocervice e consiste in cellule ghiandolari cilindriche mono stratificate.

La congiunzione tra i due strati rappresenta la parte più debole e delicata, spesso sede di infezioni virali e da parte di altri germi oltre che di lesioni meccaniche che si possono produrre durante i rapporti sessuali.

Le malattie della cervice

Come abbiamo detto la Cervice Uterina può essere sede di patologie provocate da virus ed altri germi. Tra questi uno dei più frequenti è il Papilloma Virus. La sua azione non si limita a provocare infiammazioni ma è provato che è in grado di provocare alterazioni del DNA delle cellule che colpisce.

Questa azione porta spesso alla formazione di tumori della Cervice, una patologia evidentemente grave che può portare frequentemente alla necessità di rimozione dell’utero e anche ad applicazioni di radioterapia per evitare che cellule cancerose possano andare a creare problemi ad altri organi.

E’ evidente come sia importante, quindi, l’azione preventiva per curare ogni genere di alterazione della cervice e evitare il più possibile lo sviluppo di tumori. Nel corso della Colposcopia il medico potrà riconoscere patologie che richiedono anche un piccolo intervento chirurgico oppure la termocoagulazione di piccole piaghe che si possono evidenziare nel corso dell’esame.

Esiti della colposcopia

Il ginecologo che esegue la colposcopia è in grado di comunicare immediatamente l’esito della visita e la presenza di eventuali anomalie. Se esegue anche il Pap-test e il prelievo di tessuto (biopsia), sono necessari molti giorni, settimane per avere gli esiti.

Questi statisticamente sono:

  • Normale nel 40% degli esami
  • Anomalo nel 60% delle donne che, a quel punto, dovranno seguire vari percorsi terapeutici in relazione al tipo e grado di anomalia riscontrata.

E’ umano avere timore di eventuali responsi negativi ma evitare i controlli per queste paure non aiuta per niente, anzi è il contrario. Un tumore preso nelle sue fasi iniziali di sviluppo si cura anche con eccellenti risultati in termini di prognosi; se si aspetta che sia cresciuto e provochi sintomi, la cura sarà decisamente più complicata, fare lo struzzo non serve.

Lascia un commento