Apnee notturne, il pericolo dietro l’angolo per cervello e cuore

Una recente ricerca che è stata portata a termine da parte dell’Università Bocconi ha messo in evidenza quale sia l’ammontare delle spese proprio legate a questo specifico disturbo. Le apnee notturne vengono piuttosto di frequente affrontate con grande superficialità, senza nemmeno immaginare come le possibili conseguenze vadano a colpire non solamente il cuore, ma anche il cervello.

La tecnologia, nel corso degli ultimi anni, ha provato a fare qualcosa per dare una mano a tutte quelle persone che soffrono di tali disturbi. Tanti pazienti, infatti, sono soliti utilizzare delle specifiche app che sono state realizzate per smartphone che permettono di creare in automatico grafici e registrazioni audio utili per le visite mediche. L’impiego di device mobili ha coinvolto tanti altri settori, come ad esempio quello del gambling online, anche grazie al notevole successo dei bonus gratis immediato dei casino online. La possibilità di cominciare a puntare con soldi offerti dalla piattaforma è sempre molto invitante.

Apnee notturne, un disturbo spesso sottovalutato

Non sono tante le persone che sanno quanto le apnee notturne possono provocare disagio a chi ne soffre. Anzi, nella maggior parte dei casi, si tratta di un disturbo che viene spesso sottovalutato e che addirittura non si sa nemmeno di avere, visto che il più delle volte non viene diagnosticato.

In pochi sono a conoscenza del fatto che quanti bloccano il respiro durante il riposo notturno, possono incontrare delle conseguenze decisamente rischiose. Ad esempio, incrementa il pericolo di subire degli ictus, piuttosto che delle aritmie, ma anche altri disturbi come ipertensione, insufficienza cardiaca e così via.

Una serie di effetti che intervengono a livello cardio-cerebro-vascolare che sono strettamente legati all’ipossia e al fatto che non si riposa più in modo continuativo per colpa delle apnee. Stando ad uno degli ultimi studi di settore che sono stati realizzati, il costo per curare questo tipo di disturbo si aggira intorno ai 31 miliardi di euro ogni anno.

Una cifra formato per circa il 60% da spese sanitarie dirette, mentre per il 36% è costituita da costi indiretti legati a morbilità, mentre per il 4% si tratta di costi diretti non sanitari. Dal punto di vista dell’impatto sulla qualità della vita di questa condizione, soprattutto per via del fatto che non viene trattata adeguatamente (o per nulla in alcuni casi), si parla di qualcosa come oltre 9 miliardi di euro ogni anno.

Secondo questo studio, che ha preso in considerazione dei dati di esperti e quelli ottenuti dall’Associazione Apnoici Italiani, ha fatto alcune stime davvero molto preoccupanti. Infatti, pare che sono stati diagnosticati solamente 460 mila pazienti con un’OSAS moderata-severa. SI tratta del 4% della prevalenza stimata, mentre solo 230 mila di questi sono stati in cura per debellare tale disturbo.

Quando fare una visita

Queste prime stime sono sicuramente molto utili per poter diffondere in maniera più chiara e incisiva il messaggio che riposare fa bene ed è fondamentale. Un riposo frammentato, invece, può rappresentare un primo campanello d’allarme, visto che potrebbero esserci delle pause rispetto al russamento nel corso delle quali manca la fase di respirazione.

Nel caso in cui si riscontrasse qualche segnale un po’ strano, allora la prima cosa da fare è quella di prenotare un esame, che si può tra l’altro effettuare pure a domicilio. Questo esame viene chiamato polisonnografia ed è in grado di misurare, nel corso delle ore notturne, la saturazione dell’ossigeno e tanti altri parametri molto importanti, come il battito del cuore, il flusso della respirazione, il russamento e così via.

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